In occasione del Grand Tour Musei 2026, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche e dalla Fondazione Marche Cultura, in collaborazione con il MiC Palazzo Ducale di Urbino - Direzione regionale Musei nazionali Marche e il Coordinamento Regionale Marche di ICOM Italia, Monteprandone apre le porte del suo Museo dei Codici di San Giacomo della Marca, in via Corso, nel borgo storico di Monteprandone.
L’appuntamento, connesso a due importanti eventi internazionali quali la Giornata Internazionale dei Musei (18 maggio) e la Notte dei Musei (23 maggio), offre la possibilità di scoprire il patrimonio culturale conservato nel museo monteprandonese dedicato al suo figlio più illustre, Giacomo della Marca in maniera non tradizionale.
Sarà possibile, infatti, ammirare il patrimonio librario e le reliquie appartenute al Santo facendo un’esperienza sensoriale a 360° immergendosi con tutti e cinque i sensi nel periodo in cui il Santo è vissuto.
All’interno del museo sono presenti i 61 volumi della libreria del Santo di cui quattro autografi con trascrizioni di sermoni ed omelie e una lettera che San Giacomo indirizzò a San Giovanni da Capestrano, suo amico e confratello; due antiche mappe di Monteprandone del XVIII e XIX secolo ed una moneta coniata nel 1652 da Carlo II Gonzaga-Nevers, duca di Mantova e del Monferrato. La moneta celebra la nascita di Ferdinando Carlo, figlio di Carlo II e Clara d’Asburgo che non potendo avere figli invocarono il Beato Giacomo della Marca, molto venerato a Mantova ed attuale Compatrono della città.
Sarà, inoltre, possibile visitare quasi tutto il patrimonio culturale del Museo Sistino di Monteprandone, uno degli undici musei diocesani appartenenti alla rete museale dei Musei Sistini del Piceno, la cui sede naturale è presso il Convento di San Giacomo, ma visti i lavori di riqualificazione in corso, è stato oggetto di trasferimento presso il Museo dei Codici.
Ricchezze culturali inestimabili aspettano i visitatori: da uno splendido busto reliquiario di San Giacomo in legno scolpito, dorato e dipinto, opera di impressionante realismo eseguita a Napoli tra il 1612 e il 1615 ad oggetti personali del Santo tra i quali un altare portatile a forma di trittico in avorio degli inizi del secolo XV, con intarsi in legno e osso, arte della bottega tedesca degli Embriachi; dal calice in argento dorato sempre del XV secolo a manufatti come il crocefisso appartenuto al Santo su inchiostro e carta sagomata, inserito su un reliquiario a tabella, in legno scolpito del 1600; dal calice di alabastro usato dai fraticelli di Maiolati Spontini per attentare alla vita di San Giacomo a due camici, una cotta, tovaglia d’altare, bastone da viaggio del Santo predicatore, due mantelli in lana e il saio.
Appuntamento sabato 23 e domenica 24 maggio, dalle ore 18. Per maggiori info e prenotazioni è possibile contattare il numero 3347063797. Le visite sono gratuite.