A distanza di 81 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, questa mattina, venerdì 24 aprile, il Comune di Monteprandone ha celebrato la ricorrenza del 25 aprile con una breve cerimonia presso il Civico cimitero.
Le celebrazione è consistita nell’omaggio a due monteprandonesi l’ex sindaco Nazzareno Sgattoni, primo cittadino di Monteprandone dal 1920 al 1922 costretto ad abbandonare la carica a causa delle violenze dei fascisti e il figlio Guido che morì per mano dei tedeschi in zona Ragnola a Porto d’Ascoli 4 gennaio 1944 in quello che è conosciuto come l’ “Episodio di Ragnola”.
Al ricordo hanno preso parte il sindaco Sergio Loggi, l’assessore Daniela Morelli e il consigliere Riccardo Leli, il Comandante della Polizia Locale Eugenio Vendrame accompagnato dagli agenti Monia De Angelis e Andrea D’Adamio, gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo di Monteprandone insieme ai loro insegnanti.
La cerimonia è stata aperta dall’Inno d’Italia cantato dalle studentesse e dagli studenti davanti alla tomba di Nazareno ed è proseguita con l’omaggio a Guido. Sono state lette le biografie e le storie degli Sgattoni, in particolare è stato ricordato l’Episodio di Ragnola e sono stati deposti due mazzi di fiori sulle tombe.
Nel ricordare, quanto il 25 aprile sia una data significativa per la storia d’Italia e di Monteprandone, una data in cui la democrazia e la libertà è stata ottenuta grazie a donne e uomini che hanno combattuto contro il nazifascismo anche a costo di perdere la propria vita, il Sindaco Loggi ha dichiarato: “A questi nostri concittadini dobbiamo dire grazie. L’Amministrazione comunale li omaggia oggi e continuerà a farlo nei prossimi anni, organizzando iniziative rivolte a tutti, in particolare ai più giovani perché le storie di vita di Nazzareno e Guido rappresentano la memoria storica della nostra comunità e desideriamo venga raccontata”.
Episodio di Ragnola, Porto d’Ascoli, 04.01.1944
Il vecchio mezzadro Nazzareno con i due figli Guido e Giuseppe erano rimasti, soli, per occuparsi del bestiame presso la casa colonica di Porto d’Ascoli, in contrada Ragnola, che non era neppure di loro proprietà, ma che tutelavano rischiando la vita. Le donne e i bambini erano sfollati lontano, al sicuro, nella contrada Sant’Anna di Monteprandone.
In casa era capitato un giovane sbandato originario di Avellino e grosso era il pericolo che correvano, visto che i tedeschi erano a poche centinaia di metri, a Villa Laureati e sopra la collina, appostati con la contraerea. Sparsasi la notizia, i fascisti locali ordinarono di cacciarlo ma gli Sgattoni non obbedirono.
Nel pomeriggio del 4 gennaio 1944, un nucleo di soldati si era presentato in cerca di viveri da razziare ma l’incursione era stata sventata, anche perché i tre uomini avevano nascosto le provviste in un ripostiglio accanto alla casa colonica.
Dopo un’inutile ricerca, i tedeschi si allontanarono minacciando rappresaglie. La stessa notte tornarono e sorpresero gli Sgattoni mentre dormivano. Vestivano tute mimetizzate, parlavano in maniera strana, incomprensibile, forse con qualche inflessione dialettale, per non fornire elementi utili al riconoscimento. Come pretesto, gli dissero che stavano cercando una spia, in realtà erano tornati per razziare. Questa volta scoprirono il nascondiglio dei salumi e delle altre derrate.
Guido si era rivelato il più intransigente, si era opposto all’incursione, aveva avuto la netta percezione che insieme ai tedeschi ci fossero delle spie e dei collaborazionisti. Dopo che se ne erano andati, deciso a recarsi presso il vicino comando per chiarire la situazione, Guido si incamminò ma passarono pochi minuti che avvenne l’aggressione. Colpendolo con un oggetto contundente lo ridussero in fin di vita, poi risalirono sul camion e se ne andarono.
Il padre Nazzareno e il fratello Giuseppe, piangendo, seguirono il lamento del congiunto, ormai agonizzante e lo trovarono nei campi. Morì sul letto, dopo alcune ore.