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Fu costruita con residui di edifici romani: pietre, colonne e capitelli. Era pieve dipendente, almeno fino al secolo XV, dal vescovo di Fermo, a cui spettava la nomina del pievano ma dai primi decenni del 1400 il rettore è sempre stato ascolano, per cui si potrebbe pensare ad un giuspatronato del vescovo di Ascoli. A differenza di altre, la pieve di S. Donato nel sec. XIV e XV conobbe una grave decadenza. Nel 1610 il rettore della chiesa era don Omero Turco, nel 1678 mons. Bruto e nel 1706 mons. Ignazio della famiglia degli Odoardi di Ascoli. Nella visita pastorale del 1792 la chiesa è dichiarata "ben disposta e provvista", ma all’inizio del sec. XIX non è più menzionata nelle sacre visite ed i suoi beni erano goduti dal Capitolo della cattedrale di Ripatransone. Nella chiesetta furono conservate per lungo tempo lapidi romane.